Il mistero del delitto di Simonetta Ferrero (1971)
Il 24 luglio 1971 Milano si svegliò scossa da un delitto che ancora oggi, a più di cinquant’anni di distanza, resta avvolto nel mistero
9/8/20252 min read


Il mistero del delitto di Simonetta Ferrero (1971): un caso irrisolto nella Milano degli anni ’70
Il 24 luglio 1971 Milano si svegliò scossa da un delitto che ancora oggi, a più di cinquant’anni di distanza, resta avvolto nel mistero: l’omicidio di Simonetta Ferrero, giovane donna di 26 anni, assassinata all’interno dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.
Chi era Simonetta Ferrero
Simonetta era una ragazza della borghesia milanese, impiegata alla Motta, azienda dolciaria simbolo del boom economico italiano. Quel sabato pomeriggio aveva deciso di accompagnare la sorella e il cognato che dovevano sostenere un esame all’Università Cattolica. Per ingannare l’attesa, si recò ai piani superiori e si fermò vicino ai bagni pubblici dell’ateneo.
Il ritrovamento
Poco dopo, un inserviente scoprì il suo corpo riverso a terra in una pozza di sangue. Simonetta era stata colpita tredici volte con un coltello da cucina. L’arma, mai ritrovata, e l’assenza di testimoni oculari resero le indagini complicatissime fin dall’inizio.
Le indagini
La polizia passò al setaccio studenti, docenti e personale dell’università. Si ipotizzò un omicidio a sfondo sessuale, ma non vi furono segni di violenza carnale. Altri pensarono a un delitto d’impeto, forse legato a un raptus di follia.
Nonostante interrogatori e perizie, non emerse alcun sospetto concreto. I familiari di Simonetta non avevano nemici, la ragazza conduceva una vita regolare e senza apparenti zone d’ombra.
L’unico indizio certo restava la brutalità del gesto: tredici coltellate, inflitte con forza e rabbia.
Un caso senza giustizia
Col passare del tempo, le piste investigative si raffreddarono. Nessun colpevole venne mai individuato e l’inchiesta si chiuse senza esito.
Il “delitto della Cattolica” entrò così nella lista dei cold case italiani, diventando uno dei misteri più inquietanti della cronaca nera milanese.
Perché se ne parla ancora oggi
Il caso di Simonetta Ferrero continua ad attirare l’attenzione di giornalisti, criminologi e appassionati di true crime perché rappresenta l’emblema del delitto perfetto: un omicidio commesso in un luogo pubblico, in pieno giorno, senza testimoni e senza prove decisive.
È anche un racconto che riflette l’Italia degli anni ’70, un Paese che si stava trasformando velocemente ma che mostrava ancora grandi lacune sul piano investigativo e scientifico.
Conclusione
Il delitto di Simonetta Ferrero è, purtroppo, una ferita ancora aperta. Una giovane vita spezzata senza un perché e senza un colpevole.
Rimane un enigma, un buco nero della giustizia italiana, che ci ricorda quanto fragile possa essere la verità quando non ci sono prove, solo ipotesi e domande senza risposta.
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